mercoledì 2 gennaio 2013

Eador:Genesis



A livello artistico uno degli effetti positivi di internet è aver permesso di distribuire più facilmente i videogiochi rispetto ai metodi tradizionali:ciò se da un lato ha aumentato l’offerta a disposizione dei consumatori (nel bene e nel male), ha anche dato la possibilità a degli  sviluppatori indipendenti (in gergo detti indie) di far conoscere i loro lavori ad un pubblico molto più ampio rispetto a quello che sarebbe stato possibile con la distribuzione tradizionale.
E’ il caso di Eador:Genesis,un interessante strategico a turni fantasy uscito nel 2009 sul mercato russo e solo da poco tradotto in inglese (e disponibile sul sito Gog.com per circa sei dollari).

A livello grafico non bisogna aspettarsi molto,dato che il titolo mostra i segni dell’età e del budget ridotto (oltre ad essere bidimensionale),sebbene alla fine la grafica sia dignitosa ed in alcuni punti piacevole.




Sostanzialmente lo scopo è conquistare la mappa del gioco e per far questo dovremo sviluppare il nostro regno (la modalità gestionale è abbastanza leggera e ricorda i titoli della serie Civilization) sconfiggendo il nemico,che ovviamente cercherà di ricambiare il nostro affetto.
In teoria è presente anche la diplomazia,ma mi è sembrata inutile dato che spesso la cpu tende a ricorrere alle mazzate.

Per guidare le nostre armate dovremo arruolare degli eroi,che se sopravvivono agli scontri diventeranno più potenti ottenendo sia delle nuove abilità che dell’equipaggiamento che tra le diverse battaglie va riparato (non vorrete trovarvi con un’armatura che cade in pezzi nel bel mezzo di una battaglia,vero?).
Inoltre le differenti province in cui è divisa la mappa sono ricche di luoghi da esplorare e personaggi con cui interagire in più modi (anche se spesso dovrete usare le maniere forti oppure la corruzione).

Come ho accennato prima la parte gestionale del gioco è piuttosto semplice, dato che si costruiscono gli edifici che v’interessano nel vostro castello (attenzione il loro numero non è infinito,quindi fate bene le vostre scelte) mentre su ciascuna provincia potrete edificare un  numero limitato di strutture che ne influenzano le caratteristiche.
Il modello economico è altrettanto semplice,basato sul principio che ciascuna unità ha un costo di mantenimento che dipende dalle sue caratteristiche (un contadino costa di meno di un cavaliere armato pesantemente),quindi avere troppe unità può paralizzarvi economicamente.
Inoltre a seconda di come deciderete di agire durante i numerosi eventi casuali potreste ottenere diversi bonus e cambieranno anche i rapporti con le varie popolazioni,che potrebbero decidere di ribellarsi in caso di rapporti troppo tesi.

Le battaglie invece si volgono  su un campo di battaglia bidimensionale esagonale dove le diverse fazioni si muovono a turno,tenendo anche conto delle caratteristiche del terreno (come la presenza di colline,boschi oppure paludi) che influenzano le prestazioni delle varie unità:le unità che sopravvivono allo scontro guadagnano esperienza ed imparano delle nuove abilità molto utili. 




Non sempre la violenza sarà l’unica soluzione,dato che potete convincere i vostri nemici ad unirsi a voi,spesso dietro pagamento di un bell’incentivo economico (insomma è un gioco molto realistico,dato che anche qui aiuta la corruzione).
Il gioco oltre al multiplayer e a una modalità schermaglia dove affrontare gli avversari controllati dall’ia, prevede anche una modalità campagna molto interessante dove dovrete conquistare diverse regioni che vi daranno accesso a dei bonus esclusivi (nuovi edifici,oggetti e risorse) da usare nelle battaglie successive.

Riassumendo di carne al fuoco ce n’è parecchia e il gioco una volta padroneggiato si rivela molto longevo,pur non essendo immediato a causa della mancanza di un manuale: tale assenza è mitigata da un buon tutorial,oltreché la maggior parte delle informazioni importanti si possono ottenere cliccando col tasto destro sul testo che c’interessa (ovviamente per le informazioni più semplici sono presenti anche i tradizionali tooltip),però per apprendere le nozioni più avanzate bisogna giocare o leggere i forum dedicati al gioco.

A rendere più ostico l’impatto iniziale c’è la mancanza di una funzione di salvataggio (a meno che non copiate/incolliate i vecchi salvataggi:è poco onesto ma la guerra è guerra):al massimo potete ritornare indietro nel turno precedente spendendo del mana e se durante la campagna non riuscite a conquistare una regione questa è persa per  sempre (anche se in caso di successo il gioco ne genera di nuove).
Anche scegliendo il livello facile Eador:Genesis risulta impegnativo,dato che l’ia è spietata mentre i primi mondi sono molto duri per via della mancanza di tecnologie avanzate.

Fortunatamente progredendo nel gioco le cose migliorano,ma l’inizio brutale potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti e motivati:va detto che la campagna dopo un po’ diventa ripetitiva,ma l’interesse rimane alto per via dell’ia molto combattiva e per le nuove tecnologie disponibili che offrono delle nuove opzioni tattiche.

Inoltre il ritmo di gioco è piuttosto lento,dato che per arrivare alle parti più avanzate della partita bisogna avere molta pazienza,dato che un minimo errore spesso può avere degli effetti molto pesanti:ora ciò rende il gioco più impegnativo e costringe a giocare con maggior attenzione,ma potrebbe non piacere a chi cerca dei titoli a turni più rapidi.  

Considerato il tipo di gioco possiamo anche capirlo (se volete qualcosa di movimentato prendete Starcraft 2 o Cod),però titoli analoghi come Age of wonders oppure il recente Unity of command hanno uno svolgimento più rapido senza essere superficiali.

Se però riuscirete a superare la partenza in salita Eador Genesis vi darà molte soddisfazioni,rivelandosi all’altezza dei migliori strategici a turni sul mercato.
Per apprezzarlo dovrete impegnarvi e sorvolare sulla grafica datata,ma ne varrà la pena sempre che non vi annoiate prima:tra l’altro per aiutare i principianti su questo sito troverete a breve una mini guida per superare la parte iniziale del gioco,quindi se cercate uno strategico diverso dal solito vi consiglio di farci un pensierino.

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