mercoledì 23 gennaio 2013

Genesi parte II



Seconda parte

5
Tolkien inorridirebbe (o dato che era cristiano si farebbe probabilmente il segno della croce), ma per definire meglio le razze presenti nel gioco ho deciso di realizzare uno schema molto sintetico su ciascuna di loro:brutale ma sicuramente efficace.
Orchi
Società:tribale
Religione:animista
Organizzazione politica:diverse tribù ciascuna comandata da un capo.
Gli sciamani svolgono la funzione di guide spirituali della razza, ma non hanno ruoli politici.
Economia: cacciatori-raccoglitori nomadi
Livello tecnologico:simile ai mongoli prima di Gengis Khan
Livello magico:semplici magie per controllare il tempo atmosferico ed entrare in contatto con i vari spiriti naturali, con qualche incantesimo elementale primitivo.
Situazione politica:conflitti interni e tentativi di attacco ai nani,tutti falliti a causa dell’incapacità degli orchi di effettuare delle operazioni d’assedio e di unirsi in un’unica forza.


Nani
Società:patriarcale
Religione:monoteista
Organizzazione politica:diversi regni governati da monarchie ereditarie
Economia:incentrata sulle estrazioni minerarie con delle coltivazioni sotterranee.
Livello tecnologico:possiedono la polvere da sparo e sono simili all’Europa del XVIII secolo, ma senza cavalleria. Possiedono alcune macchine a vapore, ma è una tecnologia ancora allo stato iniziale.
Livello magico:assolutamente privi di capacità magiche.
Situazione politica:isolazionista verso l’esterno, ma con conflitti combattuti spesso nel sottosuolo tra i vari regni nanici.

Elfi
Società:tribale
Religione:animista incentrata sul culto degli spiriti delle foreste.
Organizzazione politica:tribale egalitaria.
Economia:posseggono una forma primitiva di agricoltura, ma sono principalmente cacciatori.
Livello tecnologico:simile agli abitanti delle pianure americane prima della conquista europea.
Livello magico:conoscono diverse magie collegate al mondo naturale, di cui quelle offensive sono solo una piccola minoranza.
Situazione politica:assenza di conflitti significativi, grazie anche al fatto che gli uomini non desiderano espandersi ad ovest.


Umani
Società:feudale
Religione:politeista
Organizzazione politica:monarchia ereditaria, con qualche città libera governata da un consiglio cittadino composto da nobili e borghesi.
Economia:simile all’Europa del XV secolo, quindi una proto economia di mercato.
Livello tecnologico: anche qui simile all’Europa del XV secolo, sebbene privi di polvere da sparo.
Livello magico:abbastanza buono, ma la magia è riservata a poche elite, dato che gli incantesimi sono molto difficili e costosi da usare.
Situazione politica:relativamente tranquilla, sebbene non manchino degli occasionali conflitti interni. Al momento non hanno delle motivazioni per espandersi ad ovest.

Inoltre ho deciso che l’arcipelago a nord est sarà simile alla Scandinavia medioevale, quindi avrà un clima freddo e nevoso ricco di montagne,foreste e di fiordi, con poche comunità umane separate tra di loro la cui cultura ricorderà i vichinghi. Sia questa zona che le paludi a sud della grande foresta elfica (che rimarranno prive di civiltà), saranno ricche di dungeon e di mostri, praticamente un terreno di caccia per gli avventurieri:sicuramente potrei ambientarci delle quest legate alla trama principale.

Rileggendo quanto ho scritto sono sicuro  di aver gettato le basi per un mondo interessante, anche se devo svilupparlo meglio.
Però esaminando con maggior attenzione le descrizioni delle razze, ho notato che ne manca una in grado di avere un potere magico significativo, il che è un bene dato che troppa magia distruggerebbe l’atmosfera di semplicità che voglio ricreare. Credo che i mondi dove la magia è troppo potente oppure troppo diffusa alla fine diventino una caricatura involontaria del mondo moderno, forse una caricatura giocabile e divertente, ma pur sempre una caricatura.
Adesso che ci penso potrei inventare qualche pretesto per giustificare questa ridotta componente magica, forse potrebbe essere un antico regno dove si adesso si trovano le paludi che è stato ridotto così da un cataclisma magico. Deciderò cosa fare.
6
Sono state delle lunghe settimane d’impegno molto intenso, ma i risultati si vedono:ho creato molti centri abitati e ciascuno di essi è stato uno sfida, dato che ho voluto dargli la vita tenendo in mente la sua storia che avevo scritto in precedenza.  Anche per la loro struttura urbana ho dovuto lavorare parecchio, ma per fortuna il mio lavoro è stato semplificato dalla possibilità di randomizzare anche delle entità preesistenti, il che significa che posso realizzare il nucleo centrale dell’insediamento e farlo evolvere in determinato arco di tempo. Lo stesso discorso vale per i dungeon che non sono dei semplici contenitori di mostri o tesori, ma dei luoghi con una storia e una struttura ben precisa. Indubbiamente é un lavoro stressante, ma alla fine da una sensazione di potenza e di compiutezza del proprio essere impossibili da spiegare. Credo che quando terminerò questo lavoro sarà come se avessi partorito un figlio:ho come l’impressione che le persone che svolgano un lavoro creativo vivendolo intensamente, compensino in questo modo la loro incapacità di generare la vita e sentirla crescere dentro di sé. A rileggere questa frase ho il dubbio che dovrei smettere di stare sempre davanti al computer senza uscire quasi mai, ma dato che la vita intorno a me sembra indegna di essere vissuta per la sua banalità, mi sento decisamente meglio nel mondo di Arilion. Tra parentesi in base a quale criterio definiamo reale la vita che non si svolge nel cyberspazio? In fondo essa non è vissuta pur sempre da esseri reali? E poi la differenza tra vita reale e vita virtuale credo sia illusoria, dato che entrambe si svolgono su un supporto (nel primo caso il nostro pianeta e nel secondo su un computer che è incluso in quello stesso pianeta) che serve per inscenare ciò che è realizzato dal pensiero umano:eliminiamo la mente umana e la stessa cultura reale sparirà come quella virtuale, dato che non è indipendente dall’uomo. Mio Dio forse è meglio che smetto, se continuo così diventerò una specie di guru ma squattrinato:stasera mangerò qualcosa al ristorante cinese e poi andrò a letto, quindi domani svolgerò il mio dovere di cittadino produttivo e continuerò con questo benedetto gioco. E poi? E poi quando avrò finito credo che probabilmente dovrò affrontare la depressione post partum.
7
Ho popolato la maggior parte del mondo con i diversi personaggi, però ho un grosso problema:essi sono statici, dato che non sono ancora riuscito a decidere come impostargli una vita autonoma. Per poter far questo dovrei capire quali sono i parametri basilari secondo cui farli agire, ma sinceramente mi trovo di fronte ad un muro, dato che non so ancora con certezza quali siano le priorità in base a cui stabiliscono di agire gli esseri umani. Sicuramente ad un primo livello c’è la soddisfazione dei differenti bisogni fisiologici, ma credo che il tempo che dedichino ad essi vari significativamente da individuo ad individuo. Soddisfatti i bisogni relativi alla sopravvivenza (tra cui potrebbe esserci la riproduzione mascherata come affettività), devo capire meglio la natura degli altri desideri che vogliono soddisfare:di sicuro ogni essere vivente vuole raggiungere la felicità, ma il problema fondamentale è cosa s’intende per felicità. In questi mesi ho letto diversi testi e se per alcuni la vera felicità è nello stabilire dei legami empatici con i propri simili, per altri invece è solo soddisfare il desiderio d’imporsi oppure di sopravvivere in qualche modo. Anche decidere quale sia un bisogno basilare è molto difficile, dato che alcuni individui si trovano benissimo senza avere legami sociali, caratteristica che invece sembra essenziale per un individuo normale. Potrei liquidarli come dei semplici casi isolati, ma l’esperienza mi ha insegnato che proprio questi casi isolati sono il classico granello di sabbia in grado di bloccare un ingranaggio apparentemente perfetto, perciò escluderli dalla mia equazione non mi sembra un approccio sensato.
Sono frustrato, da un lato voglio avere un videogioco che sia il più possibile aderente alla realtà, ma certi giorni mi sembra un’impresa impossibile o inutile. Davvero non so come procedere. Quanto invidio Dio che aveva stabilito come procedere fin dal primo istante della creazione.
Edit: alla fine ho raggiunto un compromesso:per ciascun personaggio stabilirò prima dei bisogni fisiologici comuni a tutti (fame,sete,riposo,empatia), dopodiché per quanto riguarda gli altri desideri li farò dipendere dalla cultura (ad esempio umana o elfica) e dal ruolo sociale occupato (contadino,capotribù,mago), aggiungendone altri individuali che varieranno in modo diverso come intensità (amore per la natura,interesse per l’arte). Non è proprio quello che avevo in mente, ma il risultato mi sembra buono. Molti psicologi considereranno questa soluzione il frutto di una mente patologica che tenta di razionalizzare la realtà ma sinceramente non me ne frega nulla, basta solo che funzioni. Come si dice:“Meglio vincere con un milione di morti che perdere senza nessuna vittima”.

8
Uno dei miei peggiori difetti è che tendo a non portare a termine ciò che inizio, dato che appena arrivo verso la fine spesso mi fermo, come se non volessi più andare avanti: è come se avessi paura di approfondire le cose rimandando all’infinito la loro fine, fantasticando con l’idea che quando le porterò a termine saranno un grande successo. A pensarci bene un atteggiamento del genere m’impedisce di confrontarmi con i miei possibili fallimenti, dato che se non porto a termine qualcosa non potrò mai esserne deluso. Mi sta accadendo così anche per il mondo di Arilion, dato che dopo aver creato tutto questo non riesco più ad andare avanti. I motivi sono diversi ma principalmente non ho la capacità d’immaginare una storia da ambientarci, sebbene in realtà ce ne sia  un altro altrettanto importante. Alcuni giorni fa navigando su internet ho trovato un plug in per Ao chiamato Orion, che permette di realizzare dei giochi di strategia di qualsiasi tipo. Ovviamente l’ho subito scaricato dato che questi giochi mi hanno sempre affascinato, sopratutto perché permettono di adottare un approccio diverso a seconda delle varie fazioni controllabili. In realtà ciò che adoro è la lotta per il controllo del territorio combattuta con ogni mezzo, dato che riproduce su larga scala quello che accade spesso nella vita. In fondo è proprio il conflitto con la presenza costante della morte che ci fa apprezzare di più la vita, cosa che in una società apparentemente pacifica (ma siamo sicuri che sia davvero così?) come la nostra non è più valida. Forse giochiamo molto con i giochi violenti perché ci fanno apprezzare indirettamente la vita e ci permettono di liberare le pulsioni che la nostra civiltà cerca di reprimere, rendendole così ancora più dannose.
E poi a pensarci bene il primo Dungeons and Dragons è nato partendo da un gioco di strategia,così come è capitato con World of Warcraft:semplicemente sto seguendo un percorso inverso, una sorta di ritorno a casa.
Man mano che studio attentamente Orion e mi sono venute in mente diverse idee su cui voglio lavorare:probabilmente gli abitanti di Arilion continueranno a vivere tranquilli le loro vite, dato che il loro Dio creatore al momento è impegnato su altri progetti.

Continua...

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