Tra non poco tempo, da qualche parte
vicino a noi
1
Molto tempo fa un antico saggio ha detto che l’importante non
è tanto la meta del viaggio, ma bensì il viaggio stesso perché il percorso che
seguiamo per raggiungere la meta ci cambia nel profondo.
Per questo motivo ho deciso di scrivere queste note, dato che
spero possano servirmi come diario di bordo (o per usare un termine moderno da
file log), dato che sto per imbarcarmi in un lungo percorso, che credo mi
cambierà come uomo e come artista.
La mia identità non ha importanza dato che sono solo uno tra i
miliardi di persone anonime che abitano questo pianeta, perciò non vale la pena
di appesantire il discorso con dei dettagli inutili.
Sono cresciuto negli anni della rivoluzione informatica e per
me questa tecnologia ha sempre rappresentato le porte verso un nuovo mondo,
sempre pieno di sorprese sebbene non sia mai arrivato al punto di fare ore di
fila per avere l’ultima trovata di Steve Jobs.
Forse è perché ho sempre associato le file alla povertà (mio
padre mi raccontava che nell’ex Unione sovietica la gente faceva delle file
lunghissime per acquistare dei beni di prima necessità e questo prima della
caduta del muro) oppure perché sono semplicemente pigro, chi può dirlo.
Inoltre sono anche un appassionato di videogiochi, ma da
quando il settore è stato massificato ha perso il fascino dell’età della sua
prima giovinezza, perciò negli ultimi anni pochissimi titoli mi hanno davvero
coinvolto.
Ho anche degli altri interessi, dato che il fatto di amare i
videogiochi mi ha spinto ad approfondire diversi argomenti, quindi credo di
avere una buona conoscenza in storia,politica,economia,psicologia e
filosofia.
Dato che sono una persona chiusa ed introversa ho sempre avuto
pochissimi amici anzi diciamo la verità, nessuno e lo stesso vale per quanto
riguarda i legami amorosi, tant’ è che oggi superati i trent’anni sono ancora
single e ad essere sincero questa situazione non mi da fastidio più di tanto.
Del resto credo che gli esseri umani siano programmati per
essere scontenti, dato che quando sono soli si lamentano per la solitudine e
poi quando mettono su famiglia si lamentano perché non sono più liberi.
A pensarci bene potrei definirmi un autistico funzionale,
dato che pur avendo dei rapporti normali con molte persone di fatto vivo in un
mio mondo pur avendo un legame con la realtà.
In realtà non sono neanche il classico nerd disadattato ma
semplicemente una versione postmoderna degli eremiti medioevali, tutto qui.
Un bel giorno arriva il momento in cui si prova il bisogno
di realizzare qualcosa, e questo per non
arrivare al momento della morte sentendo di aver sprecato la propria vita.
Chissà forse sarà un fallimento, ma credo sia meglio morire lottando che morire
a letto.
Perciò dopo lunghi
mesi alla fine mi sono deciso:voglio realizzare un gioco di ruolo come desidero
io, senza compromessi come capita con molti titoli pensati per le masse e ci
riuscirò dovessi lavorarci per anni giorno e notte. Oggi realizzare un gioco è
molto più complesso che in passato, ma per fortuna in rete si trovano dei programmi
open source molto potenti e flessibili:ci vuole solo del tempo e delle buone
idee, ma io li ho entrambi per i motivi che ho scritto prima. Adesso lancerò Mozilla
e non mi arrenderò finché non avrò trovato quello che desidero.
2
Alla fine dopo diversi tentativi ho scoperto il software che
fa per me:si chiama Ao e anche se il motore non è progettato specificatamente
per i videogiochi, ha diversi plugin che permettono di realizzare vari tipi
simulazione.
Una cosa che mi ha colpito è che possiede un‘IA in grado di
adattarsi alle diverse situazioni, imparando a reagire in modo diverso a
seconda di come si evolve la simulazione:inoltre ad ogni salvataggio Ao crea un
file relativo alle nozioni apprese dall’IA e a come intende comportarsi, e
volendo ciò si può applicare ad ogni entità del mondo di gioco. Certo ciò
richiede un sistema piuttosto potente, ma le sue applicazioni sono incredibili.
Un altra caratteristica affascinante è che si può stabilire
il comportamento delle entità presenti nella simulazione gioco attribuendogli
anche la necessità di soddisfare determinati bisogni, tipo la fame,la socialità
oppure il divertimento, un po’ come The sims. E’ vero che molti giochi già lo
fanno però è sempre bello avere questa possibilità, senza contare che volendo si
può andare più in là di moltissimi titoli commerciali.
Sicuramente devo studiarlo meglio, ma scegliendo con
attenzione i parametri da soddisfare potrei realizzare molte idee interessanti.
Last but not least, ho scoperto che Ao possiede anche un
modello climatico realistico, ma non ho ancora avuto il tempo di esaminarlo
dettagliatamente. Sicuramente credo di poter padroneggiare quest’engine, anche
se come tutte le cose servirà molta pratica. Adesso devo pensare a come
strutturare il mondo di gioco, ma per fortuna ho molte idee in mente.
3
Ogni giorno che passa riesco a controllare meglio Ao, e devo
dire sono sempre più sorpreso dalla sua flessibilità:è vero che graficamente
ricorda dei giochi di dieci anni fa, però il grande numero di possibilità di
cui dispone rende trascurabile quest’apparente difetto.
Tra l’altro ho scoperto che permette di generare casualmente
dei personaggi e delle ambientazioni, anche di grosse dimensioni;basta
stabilire alcuni parametri iniziali e dopo un certo periodo di tempo sono
pronti una bella città o un dungeon nuovi di zecca. Questo mi ha dato un’idea
interessante:poiché voglio risparmiare tempo, creerò molte parti del mondo di
gioco in maniera casuale, modificando poi il risultato finale in base alle mie
esigenze. In fondo credo che questo procedimento simuli la vita,dato che essa
non è un progetto stabilito a tavolino ma un qualcosa che si evolve
costantemente, come lo è una qualsiasi città che sicuramente oggi è molto
diversa rispetto a quando è stata fondata.
A pensarci bene grazie a questo motore mi sento quasi una
divinità, dato che creo un mio mondo e lo cambio in tempo reale secondo la mia
volontà.
Chissà se Dio è un game
designer; in questo caso mi piacerebbe sapere che pc ha e quale software ha
usato per realizzare l’uomo e l’universo.
4
Sto iniziando a dare la vita al mondo di gioco: in realtà il
termine mondo è fuorviante, dato che fa pensare che voglia creare un intero pianeta,
mentre desidero generare un continente anche se molto grosso. Per il momento ho
deciso di chiamarlo Arilion, ma non escludo di trovargli in futuro un nome
migliore. Per la sua geografia ho come modello Kalimdor di World of Warcraft, anche
se lo personalizzerò a dovere.
Il clima di Arilion sarà simile a quello dell’Europa
medievale, quindi avrà degli inverni freddi e delle estati calde ma non
torride. Sostanzialmente Arilion è un’enorme isola con a ovest delle pianure
selvagge abitate dagli orchi, pianure che a est terminano ai piedi di una lunga
serie di catene montuose dove vivono i nani. Dopo le montagne nella parte
centrale del continente posizionerò una grande foresta abitata dagli elfi, che si estenderà
dalle coste a nord fino alle paludi a sud e a est si fermerà prima delle
fertili pianure dove vivranno gli uomini, i cui regni avranno come estremo
limite la costa ad est. Un altro
elemento interessante di Arilion sarà un arcipelago a nord est di cui
però non ho ancora deciso le caratteristiche, come del resto per le paludi a
sud della foresta. Ora devo pensare alla cultura delle razze che popoleranno
Arilion, ma per il momento mi sto divertendo a creare le diverse parti del
mondo per pensarci seriamente.
Per esempio ho scoperto che tutti gli edifici inclusi i
sotterranei sono soggetti alle leggi fisiche, il che significa che una città
può essere distrutta da una valanga oppure da un tornado. Intanto sto
stabilendo i parametri comportamentali dei personaggi del mondo,
personalizzandoli in base alle diverse razze.
Continua...
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