sabato 5 gennaio 2013

I survived Eador Genesis!

Alcuni giorni fa ho pubblicato una recensione del videogioco Eador genesis:dato che non è un titolo semplice,ho deciso di scrivere alcuni consigli che vi permetteranno di superare i primi livelli del gioco (almeno giocando alla difficoltà minima).
Buona lettura!



1)All'inizio scegliete il livello di difficoltà più basso.
Eador Genesis non è un titolo per dei principianti,e giocarlo subito ai livelli di difficoltà più alti equivale a prendersi a martellate in mezzo alle gambe.Qundi scegliete subito il livello di difficoltà più facile,vi risparmierete molti anni di purgatorio.
Vi ho avvertiti.

2)Alcuni consigli sul tutorial.
All'inizio scegliete come classe il guerriero,è quella più utile nelle mappe più piccole come questa.
Inoltre se decidete di ricominciare una campagna potete saltare il tutorial (purché lo abbiate completato almeno una volta col giocatore che state usando):basta che all'inizio rispondiate al vostro maestro con una frase tipo "Ti conosco già" e potrete iniziare subito la campagna.

3)Attaccate le mappe di grandezza crescente.
Le mappe più grosse sono più difficili da conquistare,specie se avete un livello tecnologico molto basso.
Il mio consiglio è quello di attaccare prima quelle di dimensioni tiny,per proseguire con le small,poi con le medium e così via.

4)Io desidero rompere la tua di testa.
Come ho già accennato l'eroe più efficace all'inizio è il guerriero:può assorbire numerosi colpi e con le giuste abilità ed equipaggiamento è quasi immortale.
Quando guadagna esperienza potenziate le abilità che gli permettano di rigenerarsi,scegliendo dopo quelle che si adattino al vostro stile di gioco.
Appena costruite l'edificio che permette d'imparare l'incantesimo Magic arrow,datelo subito al vostro guerriero fino a riempire tutti gli slot incantesimo:una volta iniziate lo scontro usate questa magia per eliminare i tiratori (o se non ci sono qualsiasi bersaglio disponibile), ciò vi permetterà di vincere senza troppe perdite.
Nelle fasi avanzate potrete anche reclutare un altro eroe per supportare il primo:consigliatissimo lo scout,ha parecchie abilità utili e può fare davvero male (peruché evitiate il corpo a corpo).

5)Usate bene i rituali.
Costruendo i vari templi potrete lanciare sulla mappa delle magie molto utili.
Chalice of life permette di curare le vostre unità,mentre la magia del vento aumenta la vostra velocità di movimento sulla mappa del gioco (utile per intercettare rapidamente i nemici).
Extravaganza aumenta il morale di una provincia ed è utilissimo per prevenire le rivolte.

6)Rush,rush,rush.
I nemici controllati dalla cpu sono particolarmente pericolosi dato che se ve la prendete comoda non solo vi attaccheranno con molti eroi, ma riempiranno le loro province di unità di presidio che renderanno la conquista quasi impossibile.
La miglior soluzione è dirigersi subito dalle parti del castello nemico eliminando ogni avversario con la massima rapidità e senza perdere delle unità.
Se giocate bene potete vincere anche con un eroe e tre-quattro soldati,basta lanciare le magie come se non ci fosse un domani.

7)Le unità iniziali.
Appena avete conquistato alcune mappe,prendete come forza iniziale alcuni alabardieri,supportati da un balestriere e uno spadaccino:usando bene il terreno e le diverse magie potrete vincere senza troppe difficoltà.

8)Attenzione agli incontri!
Anche se l'eroe è convinto di poter vincere,alcuni nemici sono pericolosi lo stesso:evitate le lumache (slug),i centauri,i cavalieri e i ragni, a qualsiasi livello possono farvi parecchio male e azzerare le vostre possibilità di vincere in tempi rapidi.

9)Come conquistare una provincia.
Innanzitutto vi conviene attaccare solo le province importanti,dato che conquistando tutto perderete  tempo e rischierete di danneggiare delle unità preziose.
Tuttavia alcune province vitali possono essere presidiate da numerosi nemici decisamente ostici:a questo punto o provate a corrompere i difensori (costoso ma efficace),oppure lanciate degli attacchi con più eroi (ma perderete molte unità).
Evitate di conquistarle portando a termine le missioni tipo "Uccidi una quantità n del mostro x",dato che servono solo a perdere tempo. 
Per gli assedi vi conviene aspettare il tempo che vi serve per eliminare le fortificazioni,a meno che il nemico non stia assediando a sua volta il vostro castello:in questo caso se avete un esercito forte potete lanciare subito un attacco,ma probabilmente si rivelerà molto costoso. Ovviamente è una tattica da usare solo in situazioni d'emergenza.
Naturalmente se avete più nemici vi consiglio di far presidiare il vostro castello,meglio se con qualche eroe e tanti soldati.

10)Potenziate l'economia!
Anche se è bello avere subito molte unità ciò può azzerare le vostre entrate,perciò non appena la situazione militare è stabile costruite tutti gli edifici che vi permettano di ottenere del denaro,non ve ne pentirete.
Occhio che ciascuna provincia può avere solo quattro strutture:nei primi livelli non è un problema,ma già dopo quattro-cinque missioni dovrete scegliere con attenzione cosa costruire.
Inoltre il castello può disporre solo di quattro edifici per alcune tipologie (militare,magico),perciò valgono le stesse condiderazioni fatte per le province.

11)Attenzione agli eventi casuali.
Spesso nel gioco accadranno diversi eventi casuali che influenzeranno l'evoluzione della vostra partita:alcuni avranno degli effetti piuttosto pesanti,perciò fate attenzione.
In linea di massima se ne avete la possibilità spendete le risorse (purché che non vi dissanguiate) ed evitate di comportarvi da prepotenti,ciò spesso peggiora i vostri rapporti con le diverse popolazioni (e dover stroncare una rivolta nel mezzo di una guerra non è piacevole).

12)E infine disonesto è meglio!
Come ho già scritto nella recensione il gioco non permette né di salvare liberamente né di ricaricare:certo potete tornare indietro di un turno (utile in situazioni poco gravi),ma ciò non vi aiuterà se state per perdere la partita (oltreché costa anche dell'energia).
La soluzione più efficace e scorretta consiste nel fare una o più copie della cartella save presente nella directory del gioco salvandole in un'altra directory (ovviamente vi conviene farlo quando tutto va bene,il miglior momento è prima di attaccare uno shard), sostituendola a quella corrente quando avete dei problemi.
Non vincerete il premio Boy scout dell'anno,ma in compenso vi divertirete molto di più e bestemmierete di meno.


That's all folks,buon divertimento!

giovedì 3 gennaio 2013

Pensierino del giorno

Ci preoccupiamo di chi non vuole darci qualcosa,ma in realtá dovremmo avere piú paura di chi é troppo impaziente di farci dei regali.



mercoledì 2 gennaio 2013

Eador:Genesis



A livello artistico uno degli effetti positivi di internet è aver permesso di distribuire più facilmente i videogiochi rispetto ai metodi tradizionali:ciò se da un lato ha aumentato l’offerta a disposizione dei consumatori (nel bene e nel male), ha anche dato la possibilità a degli  sviluppatori indipendenti (in gergo detti indie) di far conoscere i loro lavori ad un pubblico molto più ampio rispetto a quello che sarebbe stato possibile con la distribuzione tradizionale.
E’ il caso di Eador:Genesis,un interessante strategico a turni fantasy uscito nel 2009 sul mercato russo e solo da poco tradotto in inglese (e disponibile sul sito Gog.com per circa sei dollari).

A livello grafico non bisogna aspettarsi molto,dato che il titolo mostra i segni dell’età e del budget ridotto (oltre ad essere bidimensionale),sebbene alla fine la grafica sia dignitosa ed in alcuni punti piacevole.




Sostanzialmente lo scopo è conquistare la mappa del gioco e per far questo dovremo sviluppare il nostro regno (la modalità gestionale è abbastanza leggera e ricorda i titoli della serie Civilization) sconfiggendo il nemico,che ovviamente cercherà di ricambiare il nostro affetto.
In teoria è presente anche la diplomazia,ma mi è sembrata inutile dato che spesso la cpu tende a ricorrere alle mazzate.

Per guidare le nostre armate dovremo arruolare degli eroi,che se sopravvivono agli scontri diventeranno più potenti ottenendo sia delle nuove abilità che dell’equipaggiamento che tra le diverse battaglie va riparato (non vorrete trovarvi con un’armatura che cade in pezzi nel bel mezzo di una battaglia,vero?).
Inoltre le differenti province in cui è divisa la mappa sono ricche di luoghi da esplorare e personaggi con cui interagire in più modi (anche se spesso dovrete usare le maniere forti oppure la corruzione).

Come ho accennato prima la parte gestionale del gioco è piuttosto semplice, dato che si costruiscono gli edifici che v’interessano nel vostro castello (attenzione il loro numero non è infinito,quindi fate bene le vostre scelte) mentre su ciascuna provincia potrete edificare un  numero limitato di strutture che ne influenzano le caratteristiche.
Il modello economico è altrettanto semplice,basato sul principio che ciascuna unità ha un costo di mantenimento che dipende dalle sue caratteristiche (un contadino costa di meno di un cavaliere armato pesantemente),quindi avere troppe unità può paralizzarvi economicamente.
Inoltre a seconda di come deciderete di agire durante i numerosi eventi casuali potreste ottenere diversi bonus e cambieranno anche i rapporti con le varie popolazioni,che potrebbero decidere di ribellarsi in caso di rapporti troppo tesi.

Le battaglie invece si volgono  su un campo di battaglia bidimensionale esagonale dove le diverse fazioni si muovono a turno,tenendo anche conto delle caratteristiche del terreno (come la presenza di colline,boschi oppure paludi) che influenzano le prestazioni delle varie unità:le unità che sopravvivono allo scontro guadagnano esperienza ed imparano delle nuove abilità molto utili. 




Non sempre la violenza sarà l’unica soluzione,dato che potete convincere i vostri nemici ad unirsi a voi,spesso dietro pagamento di un bell’incentivo economico (insomma è un gioco molto realistico,dato che anche qui aiuta la corruzione).
Il gioco oltre al multiplayer e a una modalità schermaglia dove affrontare gli avversari controllati dall’ia, prevede anche una modalità campagna molto interessante dove dovrete conquistare diverse regioni che vi daranno accesso a dei bonus esclusivi (nuovi edifici,oggetti e risorse) da usare nelle battaglie successive.

Riassumendo di carne al fuoco ce n’è parecchia e il gioco una volta padroneggiato si rivela molto longevo,pur non essendo immediato a causa della mancanza di un manuale: tale assenza è mitigata da un buon tutorial,oltreché la maggior parte delle informazioni importanti si possono ottenere cliccando col tasto destro sul testo che c’interessa (ovviamente per le informazioni più semplici sono presenti anche i tradizionali tooltip),però per apprendere le nozioni più avanzate bisogna giocare o leggere i forum dedicati al gioco.

A rendere più ostico l’impatto iniziale c’è la mancanza di una funzione di salvataggio (a meno che non copiate/incolliate i vecchi salvataggi:è poco onesto ma la guerra è guerra):al massimo potete ritornare indietro nel turno precedente spendendo del mana e se durante la campagna non riuscite a conquistare una regione questa è persa per  sempre (anche se in caso di successo il gioco ne genera di nuove).
Anche scegliendo il livello facile Eador:Genesis risulta impegnativo,dato che l’ia è spietata mentre i primi mondi sono molto duri per via della mancanza di tecnologie avanzate.

Fortunatamente progredendo nel gioco le cose migliorano,ma l’inizio brutale potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti e motivati:va detto che la campagna dopo un po’ diventa ripetitiva,ma l’interesse rimane alto per via dell’ia molto combattiva e per le nuove tecnologie disponibili che offrono delle nuove opzioni tattiche.

Inoltre il ritmo di gioco è piuttosto lento,dato che per arrivare alle parti più avanzate della partita bisogna avere molta pazienza,dato che un minimo errore spesso può avere degli effetti molto pesanti:ora ciò rende il gioco più impegnativo e costringe a giocare con maggior attenzione,ma potrebbe non piacere a chi cerca dei titoli a turni più rapidi.  

Considerato il tipo di gioco possiamo anche capirlo (se volete qualcosa di movimentato prendete Starcraft 2 o Cod),però titoli analoghi come Age of wonders oppure il recente Unity of command hanno uno svolgimento più rapido senza essere superficiali.

Se però riuscirete a superare la partenza in salita Eador Genesis vi darà molte soddisfazioni,rivelandosi all’altezza dei migliori strategici a turni sul mercato.
Per apprezzarlo dovrete impegnarvi e sorvolare sulla grafica datata,ma ne varrà la pena sempre che non vi annoiate prima:tra l’altro per aiutare i principianti su questo sito troverete a breve una mini guida per superare la parte iniziale del gioco,quindi se cercate uno strategico diverso dal solito vi consiglio di farci un pensierino.

lunedì 31 dicembre 2012

Evento X (e per una volta la Ventura non c'entra nulla)



La famigerata profezia maya sulla fine del mondo ha dato vita a diversi libri di tono apocalittico,che contengono migliaia di pagine sulla fine del mondo e sulla rinascita spirituale che ne deriverebbe.

Grazie ad un'immagine minacciosa sulla copertina  il libro del matematico John Casti intitolato Eventi X sembrerebbe uno queste opere condannate al ridicolo dalla sopravvivenza del mondo:invece  l'autore in questo saggio affronta il tema degli eventi (appunto gli eventi X) che possono alterare drasticamente l'equilibrio all'interno di un sistema di sistemi complessi.

Se leggendo il paragrafo precedente vi siete spaventati vi consiglio di tranquillizzarvi,dato che quello che sembra un argomento ostico è affrontato in maniera decisamente comprensibile (e ve lo dice uno che quando andava bene difficilmente prendeva la sufficienza in matematica),dato che in tutto il libro c'è solo un'unica curva (facilissima da capire), mentre le definizioni sono chiare e coincise e come se non bastasse non troverete nessuna formula (a meno che non le cerchiate nelle note).

Ma perché dovrebbe interessarci un argomento del genere,anche se è spiegato bene?

Per il semplice motivo che la nostra vita per molte cose si basa proprio sull'equilibrio di diversi sistemi complessi (basti pensare all'economia,all'esistenza di internet e alla nostra stessa salute), quindi capire come potrebbero essere perturbati e come prevenire un evento simile può risparmiarci molte brutte situazioni.

Il libro è diviso in quattro parti:un'introduzione (sapete a cosa serve,vero?) ed altre tre dove l'autore esprime il suo pensiero.

Nella prima John Casti definisce la sua teoria per cui quando due sistemi con diversi gradi di complessità interagiscono tra di loro,alla fine interviene un evento X che elimina il divario riportando la complessità a dei livelli più equilibrati,spesso in modo piuttosto traumatico.

Invece della seconda parte (quella più corposa) troviamo diversi esempi concreti di eventi X che potrebbero accadere e questa lettura pur essendo preccupante, ha il merito di farci capire come la nostra esistenza poggi su delle basi piuttosto fragili.
Gli esempi sono di vario tipo e vanno da una crisi economica peggiore di quella attuale ad una pandemia letale,spaziando per la morte di internet e l'esaurimento del cibo e dell'acqua.
Sebbene questi temi non siano molto adatti alle feste natalizie,sono privi di quel tono catastrofista che spesso li rendere involontariamente comici (a dire la verità in alcuni punti John Casti smonta anche delle teorie apocalittiche,dimostrandoci come siano molto improbabili). 

Nell'ultima parte l'autore cerca di capire come poter anticipare e prevenire tali eventi,sebbene sia virtualmente impossibile evitarli del tutto,per una serie di motivi diversi non sempre dipendenti da noi.

Il merito principale di questo libro è di mostrarci come una teoria matematica apparentemente astrusa possa influire pesantemente sulla nostra vita, e perciò non sia un un qualcosa di campato per aria riservato solo a pochi scienziati.
Inoltre riesce a spaziare attraverso diversi argomenti senza essere dispersivo,un risultato degno dei migliori divulgatori.

L'unico rimpianto è di non poterne leggere più spesso di libri scritti così bene.

martedì 25 dicembre 2012

L'infiltrato



Oggi è il 25 dicembre e i miei (scarsi) lettori si aspetteranno un post natalizio:effettivamente affronterò qualcosa che a che fare con la religione,vale a dire il terrorismo a sfondo religioso.

Su questo argomento sono già stati spesi fiumi di parole con risultati alterni,al punto che probabilmente molti di voi saranno tentati di andare su Youporn piuttosto che sentirne parlare un'altra volta.

Per fortuna ogni tanto escono dei libri che affrontano questo problema in modo originale ed interessante come nel caso de L'infiltrato, l'ultima opera di Antonio Salas (un giornalista investigativo spagnolo poco noto da noi).
Per svolgere il suo lavoro durante le sue inchieste assume un'identità che gli permetta di entrare nei gruppi che vuole studiare (naturalmente durante l'infiltrazione evita di commettere reati, sebbene ciò non sia sempre facile),in maniera tale da farsi accettare nel gruppo in cui vuole entrare (in questo caso l'universo dell'estremismo islamico).

Tra i suoi precedenti ricordiamo delle inchieste nel mondo dei naziskin e della prostituzione:ciò gli ha fatto avere diversi nemici che hanno addirittura messo delle taglie sulla sua testa.
In questo libro egli ha assunto l'identità di un militante islamico palestinese e l'infiltrazione è andata talmente bene che alla fine ha curato il blog di Ilich Ramirez Sanchez,un terrorista più noto col nome di Sciacallo.
Leggendo L'infiltrato si rimane colpiti dalla bravura di Antonio Salas nel crearsi un'identità fittizia sia nel cyberspazio che nella realtà (oltre a convertirsi all'islam è arrivato al punto di afrsi circoincidere),sebbene ciò abbia richiesto degli sforzi psicologici piuttosto pesanti.

Il libro nonostante sia molto voluminoso alla fine si legge bene, malgrado ci siano alcune parti  noiose per chi non vive in Spagna (come la storia dei membri dell'Eta presenti in Venezuela).
Il tono è asciutto e molto obiettivo,lontano dagli eccessi de La rabbia e l'orgoglio:ciò non vuol dire che appoggi i terroristi,ma neanche che chiuda gli occhi sulle colpe dell'Occidente.
Alla fine del libro ci lascia una visione dell'islam molto più complessa di quella che spesso ci propinano i nostri mass media e leader politici, il che all'inizio è molto disorientante (ma non preoccupatevi, è capitato lo stesso anche ad Antonio come ammette con molta sincerità e un pò d'imbarazzo).

Più che un'inchiesta L'infiltrato sembra quasi un romanzo di buona qualità,solo che invece è tutto vero.
Consigliato a chi desidera approfondire meglio quest'argomento e a chi cerca di giornalisti seri che non facciano propaganda politica o non parlino solo di gossip.

Potrei spendere molte altre parole,ma alla fine credo che la miglior soluzione sia presentarvelo con una
sua intervista:buona lettura e buon Natale!




sabato 22 dicembre 2012

Shatter mirror reignite

Dopo circa un anno ho deciso di riprendere a scrivere su questo blog.

I motivi di questa pausa sono stati diversi,ma sostanzialmente non mi convinceva quello che stavo scrivendo.

Effettivamente rileggendo molti miei post ho notato che li avevo scritti in maniera abbastanza rozza, e quei pochi che si salvavano avevano un tono pseudo intellettualistico che adesso mi fa un pò vergognare.
Per quale motivo allora ho deciso di riprendere a scrivere?

Sostanzialmente perchè credo che l'idea di avere un proprio blog non sia da buttare, purchè la imposti in maniera più aderente alla mia personalità.

Perciò i nuovi post saranno più eterogenei e includerò anche dei racconti o delle poesie, insomma qualsiasi cosa attiri il mio interesse fregandomene se piacciono a qualcuno o meno.

Volendo potrei anche scrivere tutto questo su Facebook o Twitter, ma dato che non mi piacciono i social network perché li trovo dispersivi scriverò qui.
Uno dei motivi per cui non li sopporto è che malgrado enfatizzino tanto l'aspetto sociale, mi hanno sempre dato l'impressione di una persona che si metta ad urlare in piazza con migliaia di altre persone che fanno la stessa cosa, facendola sentire così ancora più isolata di prima:col mio blog urlerò lo stesso, ma almeno facendolo da solo potrò sentirmi meglio ed eventualmente denunciarmi per schiamazzi :) .

Se tutto va bene da oggi dovrebbe iniziare la rinascita oltre che del blog anche di parte di me che cercherà di essere meno finta e più spontanea.

Come segno di buona volontà posto il link del video di Reignite,una meravigliosa canzone di Malukah in cui in questa fase della mia vita mi riconosco molto.
Buon ascolto!




domenica 1 gennaio 2012

L'imperatore del male



Uno dei temi dominanti della nostra epoca è il cancro, dato che non solo rappresenta una paura paragonabile alla peste,alla sifilide e alla tubercolosi dei secoli passati, ma spesso è diventato una metafora per certi nostri comportamenti.
Se siete interessati ad approfondire questo argomento sia dal punto di vista medico che culturale, vi segnalo L'imperatore del male di Siddharta Mukherjee, che descrive la storia di questa patologia in migliaia di anni di storia.
In realtà il grosso del libro è concentrato sul XX secolo, però anche così è interessante anche se alcune terapie adottate fanno venire i brividi.
Malgrado sia di circa ottocento pagine si legge bene e non richiede una conoscenza medica ultraspecialistica, sebbene alcune parti risultino un pò ostiche.
Nel complesso un premio Pulitzer più che meritato, almeno secondo me.