Genesi parte VII
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Sono vicino al crollo nervoso,anzi ci
sono precipitato dentro e non credo che ne uscirò mai, è da giorni che mangio
poco e vado avanti solo grazie al tè e al caffè. Spesso nella notte mi capita
di svegliarmi per chiedermi cosa accadrà ad Arilion sebbene non abbia voglia di
accendere il computer; passo ore al buio
immerso nel dormiveglia, poi mi addormento un’ora e mi alzo per andare a lavorare.
Fortuna che non fumo, altrimenti sarei sicuramente già morto di cancro. Del
resto una simile situazione è comprensibile, dato che ho davanti a me una
situazione senza speranza. Gli scontri tra i krogoth e gli ixari diventano
sempre più violenti, ma anche se ciascuna razza usa le armi più distruttive di
cui dispone non c’è nessun progresso. Le lacertiae controllano delle aree
inaccessibili da cui lanciano degli attacchi micidiali, sebbene neanche loro
riescano più a vincere. Di fronte a tutto questo mi domando cosa provi Dio
vedendo come si comporta l’umanità. Forse non esiste nessun Dio, o se esiste è
malvagio oppure tremendamente limitato. Oppure ci ha creato perché si annoiava
e voleva che lo distraessimo vivendo la nostra vita:chissà magari si è stufato di
noi e sta giocando con qualcos’altro, chi può dirlo.
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La mia salute sta peggiorando,
dormo male e mi sveglio con una forte angoscia che mi abbatte per tutto il
giorno. Per fortuna non ricordo i dettagli dei miei incubi, ma ho l’impressione
che sia qualcosa di maligno che combatte contro sé stesso.
Spesso mi sveglio senza respiro e
sono arrivato al punto che considero irrilevanti le cose quotidiane. Molti mi
considererebbero malato, ma come farei a pensare a tutte quelle banalità di
tutti i giorni quando nel mio pc ho un universo che si autodistrugge di
continuo? Ieri i krogoth hanno lanciato centinaia di missili nucleari sulle
posizioni ixari distruggendo anche molte città nelle retrovie, dopodiché hanno ripreso
ad avanzare superando la foresta e
conquistando dei territori che un tempo appartenevano agli umani. A questo
punto gli ixari hanno concentrato i raggi solari sulle posizioni krogoth
incenerendo moltissime basi sulla costa ad ovest, quindi hanno iniziato una sanguinosa
controffensiva (l’ennesima) che li ha portati fino alle montagne. Forse è
inutile dirlo, ma nel corso degli scontri hanno perso la vita tantissime
lacertiae che si sono trovate in mezzo. Attualmente ci sono delle enormi aree
che non sono controllate da nessuno, dato che a tutti e tre i contendenti
mancano le forze per vincere e conquistare il territorio. Più passa il tempo e
più la guerra si trasforma in una continua serie di scontri isolati, senza
nessun coordinamento. Ormai capita che in singola regione ci siano più forze,
come se il tutto si fosse frammentato senza poter recuperare nessun ordine:il
trionfo dell’entropia. Di fronte ad uno scenario del genere cosa può dirmi un
neonato oppure un matrimonio? Nulla, assolutamente nulla.
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Stanotte ho sognato di trovarmi su
un trono di marmo nero in un palazzo immerso nell’oscurità dove potevo vedere solo
alcune deboli luci. Davanti a me c’era una fila infinita di persone e sentivo
di continuo dei singhiozzi angoscianti simili a dei pianti. Man mano che quelle
persone si avvicinavano le riconoscevo, dato che erano tutti i personaggi che
avevo creato per abitare Arilion,nobili,maghi,contadini,elfi,nani e orchi.
Il loro viso era rigido come un
cadavere e ciascuno di loro sfilava davanti a me con uno sguardo di accusa, composti
nel dolore:non parlavano ma capivo che mi chiedevano perché non ero
intervenuto, perché li avevo lasciati morire senza aiutarli. Posso capirli che
si sentivano traditi, poiché che non gli avevo fornito le armi per difendersi:eppure
avrei potuto codificarle senza difficoltà, anzi avrei potuto cancellare le basi
degli invasori con pochi click dell’editor. Mi sentivo mancare il respiro ma il
peggio doveva ancora arrivare:all’improvviso stavo fluttuando come uno spettro
sopra Arilion com’era prima che la guerra lo distruggesse e al pensiero di
tutta quella bellezza scomparsa piangevo per la disperazione. Poi mi sono
trovato sotto un cielo grigio in una pianura fredda senza vita con al centro
una colonna che si alzava verso l’infinito:mi sono avvicinato e con orrore ho
scoperto che era composta da miliardi di ossa appartenenti ad ogni specie. Ma
il peggio era che sapevo che ogni minuto continuava a crescere verso il cielo
come un tumore maligno, finché ad un certo punto si è inclinata su sé stessa
rovinandomi addosso con un rumore assordante, come se ogni osso strisciasse
addosso a tutte le altre ossa. A questo punto mi sono svegliato con il cuore
che batteva all’impazzata:mentre tentavo di riprendermi ormai avevo capito che
questo gioco doveva finire, in un modo diverso dalla semplice disinstallazione.
No, quei mostri non possono cavarsela con così poco, loro hanno distrutto il
mio paradiso e perciò devono soffrire tanto. Non avrò nessuna pietà, dovessi
sovrascrivere milioni di volte i singoli cluster dell’hard disk dove si trovano.
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C’è un qualcosa di demoniaco e
piacevole allo stesso tempo nel distruggere ciò che è stato creato, da
un’enorme sensazione di potere. In ogni momento penso a come realizzare un
programma che possa liberare Arilion da ogni forma di vita, organica o meno. Quando
immagino la distruzione che scatenerò mi sento come se fossi ringiovanito,
peccato che non possa sentirli urlare mentre muoiono. Non me ne importa nulla
se sono solo dei bit, loro hanno fatto soffrire degli innocenti e quindi è
giusto che cessino di esistere. Vivo in un mondo ingiusto, dove i ricchi e i
potenti schiacciano chi è più debole e i criminali spesso la fanno franca. Nel
mondo di Arilion non sarà così, anzi quando avrò finito creerò un inferno e un
paradiso dove metterò le varie anime. Per fortuna ho conservato i file con i
personaggi distrutti, perciò una volta finito tutto li resusciterò in un luogo
tranquillo, dove non ci sarà nessuna minaccia. Per i krogoth, gli ixari e le
lacertiae esisteranno solo diversi inferni, ciascuno dei quali avrà i peggiori
tormenti che posso immaginare. Ma prima devo capire come distruggerli senza
lasciare superstiti:spegnere la vita è altrettanto difficile che generarla. Di
sicuro creerò un programma cha eseguirà questo lavoro e lo chiamerò Azrael.
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Azrael sta crescendo bene, è come il
figlio che mi sarebbe piaciuto avere.
Sostanzialmente è un’IA senziente,
con il compito di usare qualsiasi mezzo per distruggere ogni forma di vita
presente su Arilion. L’ho reso immateriale ed onnisciente, dandogli accesso ad
ogni mezzo distruttivo. Egli è un cacciatore senza nessuna restrizione, dotato
di un potere illimitato. Può evocare legioni di non morti dalle tombe, richiamare
demoni orrendi da delle dimensioni innominabili, scatenare incendi e terremoti
e volendo può fare anche di peggio. E’ progettato per massimizzare i danni,
cogliendo sempre di sorpresa le sue vittime e può agire contemporaneamente in
qualsiasi zona di Arilion. La cosa bella è che dopo averlo lanciato posso
intervenire in qualsiasi momento, gestendo anche in prima persona la
distruzione. Questo mio figlio non morirà per salvare le mie creature ma le
distruggerà per purificare il mio mondo da loro. Non è simpatico né
rassicurante, ma sarà efficace e questo mi basta.
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E’ quasi fatta, ormai mi mancano
pochissimi ritocchi, anche se ho deciso di cambiare una cosa:sebbene sarà
immateriale, Azrael avrà l’aspetto di un angelo con la pelle e le piume grigie
e con un sorriso cupo,triste ma gentile allo stesso tempo. Guardo spesso
Arilion autodistruggersi all’infinito, dato che nessuno dei tre tumori riesce a
divorare gli altri due. Tempo pochi giorni e la situazione si risolverà
definitivamente.
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Molti mi considerano un malato
perché un bambino non suscita in me nessuna emozione, a meno che l’indifferenza
non possa essere considerata come tale. Ciò è comprensibile perché nessuno di
essi può avere la fredda eleganza delle linee di un codice ben ordinate.
Qualcuno dice che un software è un insieme di bit senz’anima, ma in realtà
credo che sia un’opera d’arte seppure diversa dalla Pietà di Michelangelo o dal
ciclo di Elric di Mooorcock. Pregusto ogni attimo in cui lancerò l’eseguibile,
le urla di morte dei demoni digitali saranno i pianti che accompagneranno la
sua nascita.
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Ho finito di eseguire il debugger e
ormai Azrael è pronto per agire:potrei lanciarlo anche adesso ma voglio
prolungare il piacere dell’attesa. E’ come se continuassi i preliminari prima
di andare con una donna bellissima, dato che non voglio che l’atmosfera
romantica s’infranga con un banale rapporto sessuale.
Continua...
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