domenica 3 marzo 2013

Genesi parte VII

Genesi parte VII

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Sono vicino al crollo nervoso,anzi ci sono precipitato dentro e non credo che ne uscirò mai, è da giorni che mangio poco e vado avanti solo grazie al tè e al caffè. Spesso nella notte mi capita di svegliarmi per chiedermi cosa accadrà ad Arilion sebbene non abbia voglia di accendere il computer; passo  ore al buio immerso nel dormiveglia, poi mi addormento un’ora e mi alzo per andare a lavorare. Fortuna che non fumo, altrimenti sarei sicuramente già morto di cancro. Del resto una simile situazione è comprensibile, dato che ho davanti a me una situazione senza speranza. Gli scontri tra i krogoth e gli ixari diventano sempre più violenti, ma anche se ciascuna razza usa le armi più distruttive di cui dispone non c’è nessun progresso. Le lacertiae controllano delle aree inaccessibili da cui lanciano degli attacchi micidiali, sebbene neanche loro riescano più a vincere. Di fronte a tutto questo mi domando cosa provi Dio vedendo come si comporta l’umanità. Forse non esiste nessun Dio, o se esiste è malvagio oppure tremendamente limitato. Oppure ci ha creato perché si annoiava e voleva che lo distraessimo vivendo la nostra vita:chissà magari si è stufato di noi e sta giocando con qualcos’altro, chi può dirlo.
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La mia salute sta peggiorando, dormo male e mi sveglio con una forte angoscia che mi abbatte per tutto il giorno. Per fortuna non ricordo i dettagli dei miei incubi, ma ho l’impressione che sia qualcosa di maligno che combatte contro sé stesso.
Spesso mi sveglio senza respiro e sono arrivato al punto che considero irrilevanti le cose quotidiane. Molti mi considererebbero malato, ma come farei a pensare a tutte quelle banalità di tutti i giorni quando nel mio pc ho un universo che si autodistrugge di continuo? Ieri i krogoth hanno lanciato centinaia di missili nucleari sulle posizioni ixari distruggendo anche molte città nelle retrovie, dopodiché hanno ripreso ad  avanzare superando la foresta e conquistando dei territori che un tempo appartenevano agli umani. A questo punto gli ixari hanno concentrato i raggi solari sulle posizioni krogoth incenerendo moltissime basi sulla costa ad ovest,  quindi hanno iniziato una sanguinosa controffensiva (l’ennesima) che li ha portati fino alle montagne. Forse è inutile dirlo, ma nel corso degli scontri hanno perso la vita tantissime lacertiae che si sono trovate in mezzo. Attualmente ci sono delle enormi aree che non sono controllate da nessuno, dato che a tutti e tre i contendenti mancano le forze per vincere e conquistare il territorio. Più passa il tempo e più la guerra si trasforma in una continua serie di scontri isolati, senza nessun coordinamento. Ormai capita che in singola regione ci siano più forze, come se il tutto si fosse frammentato senza poter recuperare nessun ordine:il trionfo dell’entropia. Di fronte ad uno scenario del genere cosa può dirmi un neonato oppure un matrimonio? Nulla, assolutamente nulla.

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Stanotte ho sognato di trovarmi su un trono di marmo nero in un palazzo immerso nell’oscurità dove potevo vedere solo alcune deboli luci. Davanti a me c’era una fila infinita di persone e sentivo di continuo dei singhiozzi angoscianti simili a dei pianti. Man mano che quelle persone si avvicinavano le riconoscevo, dato che erano tutti i personaggi che avevo creato per abitare Arilion,nobili,maghi,contadini,elfi,nani e orchi.
Il loro viso era rigido come un cadavere e ciascuno di loro sfilava davanti a me con uno sguardo di accusa, composti nel dolore:non parlavano ma capivo che mi chiedevano perché non ero intervenuto, perché li avevo lasciati morire senza aiutarli. Posso capirli che si sentivano traditi, poiché che non gli avevo fornito le armi per difendersi:eppure avrei potuto codificarle senza difficoltà, anzi avrei potuto cancellare le basi degli invasori con pochi click dell’editor. Mi sentivo mancare il respiro ma il peggio doveva ancora arrivare:all’improvviso stavo fluttuando come uno spettro sopra Arilion com’era prima che la guerra lo distruggesse e al pensiero di tutta quella bellezza scomparsa piangevo per la disperazione. Poi mi sono trovato sotto un cielo grigio in una pianura fredda senza vita con al centro una colonna che si alzava verso l’infinito:mi sono avvicinato e con orrore ho scoperto che era composta da miliardi di ossa appartenenti ad ogni specie. Ma il peggio era che sapevo che ogni minuto continuava a crescere verso il cielo come un tumore maligno, finché ad un certo punto si è inclinata su sé stessa rovinandomi addosso con un rumore assordante, come se ogni osso strisciasse addosso a tutte le altre ossa. A questo punto mi sono svegliato con il cuore che batteva all’impazzata:mentre tentavo di riprendermi ormai avevo capito che questo gioco doveva finire, in un modo diverso dalla semplice disinstallazione. No, quei mostri non possono cavarsela con così poco, loro hanno distrutto il mio paradiso e perciò devono soffrire tanto. Non avrò nessuna pietà, dovessi sovrascrivere milioni di volte i singoli cluster dell’hard disk dove si trovano.
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C’è un qualcosa di demoniaco e piacevole allo stesso tempo nel distruggere ciò che è stato creato, da un’enorme sensazione di potere. In ogni momento penso a come realizzare un programma che possa liberare Arilion da ogni forma di vita, organica o meno. Quando immagino la distruzione che scatenerò mi sento come se fossi ringiovanito, peccato che non possa sentirli urlare mentre muoiono. Non me ne importa nulla se sono solo dei bit, loro hanno fatto soffrire degli innocenti e quindi è giusto che cessino di esistere. Vivo in un mondo ingiusto, dove i ricchi e i potenti schiacciano chi è più debole e i criminali spesso la fanno franca. Nel mondo di Arilion non sarà così, anzi quando avrò finito creerò un inferno e un paradiso dove metterò le varie anime. Per fortuna ho conservato i file con i personaggi distrutti, perciò una volta finito tutto li resusciterò in un luogo tranquillo, dove non ci sarà nessuna minaccia. Per i krogoth, gli ixari e le lacertiae esisteranno solo diversi inferni, ciascuno dei quali avrà i peggiori tormenti che posso immaginare. Ma prima devo capire come distruggerli senza lasciare superstiti:spegnere la vita è altrettanto difficile che generarla. Di sicuro creerò un programma cha eseguirà questo lavoro e lo chiamerò Azrael.
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Azrael sta crescendo bene, è come il figlio che mi sarebbe piaciuto avere.
Sostanzialmente è un’IA senziente, con il compito di usare qualsiasi mezzo per distruggere ogni forma di vita presente su Arilion. L’ho reso immateriale ed onnisciente, dandogli accesso ad ogni mezzo distruttivo. Egli è un cacciatore senza nessuna restrizione, dotato di un potere illimitato. Può evocare legioni di non morti dalle tombe, richiamare demoni orrendi da delle dimensioni innominabili, scatenare incendi e terremoti e volendo può fare anche di peggio. E’ progettato per massimizzare i danni, cogliendo sempre di sorpresa le sue vittime e può agire contemporaneamente in qualsiasi zona di Arilion. La cosa bella è che dopo averlo lanciato posso intervenire in qualsiasi momento, gestendo anche in prima persona la distruzione. Questo mio figlio non morirà per salvare le mie creature ma le distruggerà per purificare il mio mondo da loro. Non è simpatico né rassicurante, ma sarà efficace e questo mi basta.
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E’ quasi fatta, ormai mi mancano pochissimi ritocchi, anche se ho deciso di cambiare una cosa:sebbene sarà immateriale, Azrael avrà l’aspetto di un angelo con la pelle e le piume grigie e con un sorriso cupo,triste ma gentile allo stesso tempo. Guardo spesso Arilion autodistruggersi all’infinito, dato che nessuno dei tre tumori riesce a divorare gli altri due. Tempo pochi giorni e la situazione si risolverà definitivamente.
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Molti mi considerano un malato perché un bambino non suscita in me nessuna emozione, a meno che l’indifferenza non possa essere considerata come tale. Ciò è comprensibile perché nessuno di essi può avere la fredda eleganza delle linee di un codice ben ordinate. Qualcuno dice che un software è un insieme di bit senz’anima, ma in realtà credo che sia un’opera d’arte seppure diversa dalla Pietà di Michelangelo o dal ciclo di Elric di Mooorcock. Pregusto ogni attimo in cui lancerò l’eseguibile, le urla di morte dei demoni digitali saranno i pianti che accompagneranno la sua nascita.
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Ho finito di eseguire il debugger e ormai Azrael è pronto per agire:potrei lanciarlo anche adesso ma voglio prolungare il piacere dell’attesa. E’ come se continuassi i preliminari prima di andare con una donna bellissima, dato che non voglio che l’atmosfera romantica s’infranga con un banale rapporto sessuale.

Continua...

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