mercoledì 20 marzo 2013

La preistoria e la nascita della figura del medico



Introduzione

Spesso quando sentiamo la parola storia pensiamo ad una serie di elementi collegati tra loro in modo sequenziale, secondo un processo di causa effetto (ad esempio la guerra fredda è derivata dalla seconda guerra mondiale, che è stata la conseguenza della prima e così via).
In realtà non ci rendiamo conto che la storia in realtà è composta dall’insieme delle storie di diversi individui che hanno delle visioni della vita altrettanto differenti, il che ci fa capire che alla fine la storia come la intendiamo noi è una sorta di media aritmetica della somma di tutte queste storie.
Ad esempio la resistenza può essere raccontata dal punto di vista dei partigiani, dei tedeschi,delle popolazioni civili oppure degli eserciti alleati o per complicare le cose dal punto di vista di una, nessuna oppure di diverse delle parti citate sopra.
In questa sede non vogliamo occuparci del problema se sia possibile dare un giudizio etico corretto sui vari fenomeni storici, ma solo affermare che un determinato evento può essere osservato da più punti di vista anche in conflitto tra di loro (è quello che capita tutti i giorni, quando una partita di calcio è vista dai tifosi di più squadre diverse riuniti davanti allo stesso megaschermo).
Lo scopo di questa serie d’articoli non è realizzare l’ennesima storia della medicina, ma provare a raccontare la storia dell’umanità (specialmente della civiltà occidentale) dal punto di vista medico.
Ma perché non accontentarsi di una semplice storia della medicina, limitandosi ad elencare i nomi dei medici e delle loro scoperte?
Questa è una bella domanda, che offre diverse risposte.
Il motivo più banale e scontato è che i medici sono esseri umani, e che le loro azioni dipendono dal contesto sociale in cui si trovano ad agire.
Conoscenze tecniche a parte, infatti un medico illuminista si relazionerà con la realtà in un modo diverso rispetto ad un suo collega babilonese oppure contemporaneo.
E’ vero che alla fine tutti e tre cercheranno di fare del loro meglio per curare il paziente, ma cambieranno i loro punti di vista sullo stesso problema.
Un’altra risposta è che molti fenomeni difficilmente comprensibili da un punto vista della storia pura, se esaminati da un’ottica medica possono essere meno oscuri.

Sia chiaro non esiste una storia pura che abbia solo date e fatti, dato che i testi migliori contengono anche delle nozioni basilari d’economia oppure di sociologia, ma da quello che sappiamo l’aspetto medico è sempre stato trascurato, forse perché a torto la medicina viene considerata o come una disciplina non umanistica oppure troppo scientifica.
Per il momento ci fermiamo qui perché entreremmo in un campo che esula dall’argomento di questi articoli, e anziché perdere inutilmente tempo preferiamo descrivervi come desideriamo impostare il nostro discorso.

Per prima cosa esamineremo l’arco di tempo che va dalla Preistoria fino all’età digitale; all’inizio di ciascun capitolo dove possibile troverete un riassunto del periodo preso in esame, con gli elementi che riterremo più significativi ai fini di una miglior comprensione di quel periodo.
Eviteremo di entrare troppo nei dettagli, anche se in alcune situazioni saremo costretti ad approfondire di più il discorso: comunque sappiate che se troverete un argomento esso è stato inserito per un motivo ben preciso, che non è mostrarvi la cultura dell’autore.
Nel nostro percorso tratteremo principalmente la medicina occidentale, poiché riteniamo che sia quella più nota ai nostri lettori:ciò non significa che consideriamo poco importante la medicina di culture diverse dalla nostra, solo che non l’affronteremo per non rendere il discorso troppo dispersivo.
Salvo imprevisti dopo l’excursus storico troverete una serie di paragrafi, che descrivono quali sono stati gli eventi più importanti dal punto di vista medico nel periodo preso in esame, e se ne avremo la possibilità cercheremo d’includere anche degli altri argomenti interessanti ma a volte trascurati dai non specialisti.
Per iniziare il nostro lungo viaggio è necessario capire come dai primi branchi di ominidi sia potuta nascere la figura del medico:seguiteci e lo scopriremo insieme.

La preistoria
Convenzionalmente per preistoria intendiamo il periodo storico compreso dalla comparsa dell’uomo fino all’invenzione della scrittura,le cui prime testimonianze risalgono al 4.000 a.C.
Per la precisione la preistoria si divide in:
1)Paleolitico che va dal 650.000 a.C. fino all’8.000 a.C.
A sua volta il Paleolitico si divide in Inferiore (650000 a.C.- 170000 a.C.), medio (170.000 a.C.-35.000 a.C.) e Superiore (35.000 a.C.-8.000 a.C.).
2) Mesolitico che va dall’8.000 a.C. fino al 6000 a.C..
3)Neolitico compreso tra l’8.000 a.C. e il 4000 a.C.
Ora non entreremo nei dettagli dei singoli periodi, ma chi fosse interessato troverà sotto una comoda tabella riassuntiva, dove elencheremo oltre alle date anche gli eventi più significativi di quel periodo (vedi tabella 1).
Tabella 1:prospetto storico della preistoria
Età
Periodo storico
Eventi più significativi
Paleolitico inferiore
650.000-170.000 a.C.
Uso di strumenti semplici di pietra, consumo di carni crude
Paleolitico medio
170.000-35.000 a.C.
Scoperta del fuoco, uso di lance con la punta selce, resistenza alla comparsa del ghiaccio
Paleolitico superiore
35.000-8.000 a.C.
Invenzione dell’ago e dell’arpione, lavorazione delle pelli e delle ossa, fabbricazione di lame di pietra sottili.
Mesolitico
8.000-6000 a.C.
L’uomo diventa cacciatore e pescatore, primi allevamenti degli animali, inizio dell’immagazzinamento di frutta e semi
Neolitico
6.000-4.000 a.C.
Agricoltura,allevamento del bestiame, inizio delle società stanziali, prime città, metallurgia.

Sicuramente potrete stupirvi per l’estrema lentezza di molti progressi che oggi sembrano ovvi, ma all’epoca l’uomo era solo un primate leggermente più evoluto rispetto alle scimmie antropomorfe, che viveva in un ambiente  ostile e con un’aspettativa di vita molto bassa secondo i nostri standard (i più fortunati raggiungevano a malapena i quarant’anni).
Inoltre era del tutto privo di tutte quelle tecnologie che rendono agevole la trasmissione d’informazioni, comprese quelle più basilari come la scrittura (all’epoca le informazioni si trasmettevano solo oralmente,con tutti i problemi derivanti dall’uso di questo mezzo).
Considerando inoltre che la popolazione era poco numerosa, ci si può rendere meglio conto delle enormi difficoltà incontrate dall’uomo nella sua lunga evoluzione mentale e fisica.
Fatte queste premesse vediamo come si è formata la figura del medico.

Dallo sciamano allo specialista della salute:la nascita della figura del medico
Per prima cosa dobbiamo sfatare il mito radicato nell’immaginario collettivo, che descrive l’uomo primitivo solo come un individuo rozzo armato di clava.
In realtà è probabile che un uomo civilizzato se si trovasse in situazioni simili a quelle presenti in certi reality show, ma privo della tecnologia e della cultura moderne sarebbe destinato quasi certamente a non sopravvivere, e questo per il semplice motivo che gli uomini primitivi conoscevano le caratteristiche dell’ambiente in cui vivevano (flora,fauna,clima) decisamente meglio rispetto a noi. 
In quel periodo ciascun uomo era quasi uno scout molto esperto, dato che tali informazioni potevano fare la differenza tra morire di fame o sopravvivere anche in situazioni apparentemente senza uscita.
Naturalmente l’uomo è diverso dagli altri animali perché di fronte all’inspiegabile spesso si pone delle domande e cerca delle risposte, e probabilmente questo è uno dei motivi per cui è nata la figura dello sciamano.
Non sapremo mai con certezza quando ma un giorno l’uomo cominciò a chiedersi perché moriva, cosa capitasse dopo la morte, da dove venisse il fuoco e così via.
Per rispondere a queste domande nacque la figura dello sciamano, una persona che funge da tramite (medium) tra il mondo degli spiriti (di varia natura, come animali,vegetali,rocce o gli antenati morti)  e quello degli uomini.

Fondamentalmente lo sciamano aveva ottenuto il dono di comunicare con gli spiriti tramite degli stati di coscienza alterati da vari fattori (digiuno, sostanze psicoattive o semplice suggestione). Oggi grazie ai progressi della scienza tali fenomeni sono spiegabili razionalmente, ma migliaia di anni fa in un uomo primitivo dovevano suscitare stupore e paura.
Col tempo lo sciamano da semplice individuo strano divenne la guida spirituale e la memoria storica della tribù (dato che non esisteva la scrittura le informazioni erano tramandate oralmente o tramite disegni), e lo sciamanesimo fu la prima religione dell’umanità.
Inoltre mentre tutti i membri della tribù dovevano svolgere le stesse mansioni indistintamente (un bravo intagliatore doveva pur sempre cacciare come tutti gli altri, dato che mancava il concetto di lavoro specializzato o non era ancora arrivato ai livelli attuali), lo sciamano era l’unico ad avere un ruolo ben preciso.

E’in questi sciamani che troviamo l’embrione della futura figura del medico:infatti lo sciamano per motivi culturali possedeva un’ottima conoscenza della natura e in più poteva dare delle spiegazioni (apparentemente) plausibili a diversi fenomeni inspiegabili.
In fondo un medico moderno non è poi così diverso, dato che conosce i meccanismi d’azione di centinaia di farmaci e può spiegare i motivi per cui essi agiscono, oltre a come nascono le malattie e come curarle.
Ora il problema è capire come dalla figura dello sciamano si sia potuti arrivare alla figura del moderno medico ultraspecializzato, e per fare questo è necessario accennare ad un passaggio evolutivo determinante nella storia dell’uomo, vale a dire il passaggio dallo stato nomade a quello stanziale.

Ciò è stato possibile grazie alla scoperta dell’agricoltura,che permise la nascita della prime grandi civiltà,alcune delle quali (come quella cinese) esistono tutt’oggi.
Prima di essa l’uomo dipendeva per il suo sostentamento dalle fonti di cibo esistenti nell’ambiente circostante, ed una volta esaurite si spostava da un luogo all’altro in cerca di altro cibo, anche se sono esistiti anche degli insediamenti di cacciatori-raccoglitori.
Con l’agricoltura l’uomo ha avuto accesso ad una fonte di cibo rinnovabile e facilmente accumulabile (a differenza delle mandrie di animali selvatici o dei pesci), e ciò ha eliminato la necessità di spostarsi da un luogo all’altro in cerca di cibo. La maggior produzione di cibo ha permesso una maggior crescita della popolazione, che per la prima volta ha potuto dedicarsi anche a lavori che richiedevano maggior specializzazione, dato che non era più necessario che tutti cercassero il cibo ogni giorno per sopravvivere.

Ciò non significa che l’agricoltura abbia risolto definitivamente ogni problema alimentare dell’uomo,anzi in molte situazioni la popolazione è cresciuta maniera superiore rispetto alle capacità dell’ambiente di sostenerla,provocando delle  carestie che hanno distrutto diverse civiltà.
Incidenti di percorso a parte l’agricoltura permette di ottenere più cibo, il che a sua volta permette d’avere una maggior crescita demografica, che porta all’esistenza d’insediamenti di grosse dimensioni con la nascita di manodopera specializzata in diversi ruoli. 

Durante questo processo probabilmente iniziarono a formarsi i primi medici moderni, che sostanzialmente sono degli specialisti che si occupano solo della salute dei cittadini.
Naturalmente con l’apparizione dei primi medici le spiegazioni sull’origine divina delle malattie non vennero affatto abbandonate (ciò accadrà in parte con i Greci grazie ad Ippocrate), ma per la prima volta un gruppo d’individui poteva occuparsi della cura del corpo e della mente di altre persone come lavoro,mentre prima era solo un’attività strettamente collegata o alla sopravvivenza oppure alla dimensione religiosa.

Adesso il medico come l’artigiano o il sacerdote aveva acquisito un ruolo autonomo nella società, e nelle prossime pagine vedremo come le diverse popolazioni abbiano reagito a questa novità.
Ma è tempo di spostarci in Medioriente, dove sono nate le civiltà che hanno influito in modo determinante sullo sviluppo di quella occidentale.

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