Nel complesso è stata un'esperienza interessante e molto piacevole,che mi ha permesso di osservare i videogiochi anche da altri punti di vista.
Ad essere sincero non è che fossi proprio alle prime armi,dato che all'epoca avevo già scritto alcune lettere che affrontavano questi argomenti a Matteo Bittanti su Giochi per il mio computer (con mia grande sorpresa in alcuni casi sono state pubblicate sulla rivista e chissà,forse potrebbero apparire su questo blog):anche se questa esperienza si è chiusa, mi sono rimasti alcuni articoli che vorrei condividere con i miei pochi lettori.
Quello che proporrò è dedicato alla saga dei Sims,anche se prima d'iniziare devo fare alcune precisazioni:
1)L'articolo si riferisce al gioco base,senza considerare tutte le espansioni.
2)Inoltre desidero ringraziare Urfaut per avermi aiutato a migliorare la qualità del testo,che altrimenti sarebbe stato un pò meno leggibile.
Buon divertimento!
Sim girl in a sim world
In realtà il peggio arriva alla fine, quando la moglie e un suo amico scoprono che la città è effettivamente cambiata secondo i desideri di Verne Haskill.
Alcuni anni dopo Robert Silverberg ha scritto “Basileo” (1983), dove il protagonista è un programmatore che codifica per hobby delle IA che sono delle rappresentazioni digitali dei vari angeli: in una delle parti più inquietanti del racconto il nostro programmatore per vincere la solitudine, dialoga con queste IA che gli danno delle risposte piuttosto verosimili.
Alla fine gli angeli digitali lo eleggono come loro capo supremo, ed egli grazie ad un bug del software che gestisce la difesa missilistica Usa scatena un conflitto nucleare (una sorta di Armageddon).
Trent’anni dopo Dick, EA e Will Wright ( insieme agli innumerevoli modder), con la serie “The Sims” (2000) si sono avvicinati alle visioni di questi due autori, dandoci i mezzi per ottenere qualcosa di simile sui nostri pc.
Quanto troverete nelle prossime righe è un viaggio nel mondo dei Sims, anche se per comodità mi riferirò solo all’ultimo episodio, senza prendere in esame le espansioni: dato che come argomento è un po’ complesso, credo che la miglior soluzione sia raccontare la vita di un Sim, partendo dal momento del suo concepimento arrivando fino alla vecchiaia (non parlerò dei sim creati ex novo dai giocatori).
Dal punto di vista sessuale, la società dei Sim sembra molto libera sebbene non manchino delle stranezze: la prima cosa che si nota è che i gay possono sposarsi e adottare i bambini senza problemi, possibilità valida anche per i single; basta solo chiamare un numero, selezionare il sesso e l’età del bambino, et voilà il gioco è fatto.
Per i fautori dei metodi tradizionali il processo è altrettanto semplice, basta trovare un partner di sesso opposto e interagire scegliendo l’opzione “Prova ad avere figli”: i Sim conoscono anche la contraccezione, dato che volendo si può fare sesso solo per scopi ludici senza gravidanze indesiderate (ma non è previsto l’aborto).
Curiosamente il gioco non prevede che gli adolescenti possano fare sesso ed avere dei figli, certamente per evitare polemiche, sebbene così si perda molto realismo.
La gravidanza è priva di complicazioni: tutto quello che dobbiamo fare è badare alle esigenze della nostra donna Sim (magari mandandola da un medico per un consulto ginecologico e dandole da leggere un libro sulla gravidanza), in modo tale che il Sim neonato possa avere dei tratti caratteriali scelti dal giocatore anziché determinati dal caso.
Infatti ogni Sim è unico anche a livello psicologico: può avere fino ad un totale di cinque diversi tratti caratteriali (il numero aumenta con l’età), che influenzano come si comporta e le sue abitudini (tecnofobo, buono, orso, amante dei motori…).
Stranamente la medicina dei Sim non permette di scoprire il numero di embrioni, né tantomeno il loro sesso, cose che si sapranno solo al momento del parto.
Il parto può avvenire a casa o in ospedale ma non cambia molto, dato che come vedremo i Sim hanno una salute di ferro, a meno che il giocatore non s’impegni per farli morire.
Una volta arrivato il nostro neonato (o neonati), come nella realtà nei suoi primi giorni di vita i genitori dovranno accudirlo per ogni cosa, compito agevolato dal fatto che una mamma lavoratrice usufruisce di un permesso di maternità.
Dopo alcuni giorni il Sim neonato diventerà un bebè, una fase che fa sembrare una passeggiata in confronto i livelli più duri di giochi come Painkiller e Jericho.
Infatti non dovremo solo badare ai bisogni del bebè, ma anche insegnargli a parlare, camminare ed usare il vasino: inoltre i genitori pazienti potranno comprargli vari giocattoli e leggere insieme a lui dei libri per l’infanzia, il che gli permetterà di avere dei vantaggi in futuro.
Il prossimo stadio del ciclo vitale è quello del bambino, dove inizieremo a socializzare con altri Sim bambini andando a scuola e da bravi bambini diligenti, dovremo fare i compiti che ci verranno asseganti ogni giorno (fortunatamente sabato e domenica sono liberi).
Stranamente frequentando la scuola non capita di prendersi quelle malattie infantili che nella realtà decimano intere classi, e in maniera analoga non si verificano episodi di bullismo: durante le ore di permanenza a scuola si potrà scegliere come comportarsi, con vari effetti sulla nostra vita e chissà, forse potremo conoscere quella che in futuro sarà la nostra anima gemella.
Fortunatamente l’istruzione è gratuita e non bisogna pagare né i libri, né tantomeno la mensa o lo scuolabus (non è necessario neanche doversi portare la carta igienica da casa).
Diventando adolescenti il meccanismo di fondo non cambia molto, se non che adesso è possibile svolgere dei lavori part time ed avere delle relazioni amorose con altri liceali, sia pure con alcuni limiti.
Le cose si complicano negli stadi di giovane adulto ed adulto, dove il Sim cercherà di realizzarsi nella vita: qui si aprono moltissime strade, non solo a livello lavorativo ma anche affettivo, e l’offerta a nostra disposizione fa impallidire molti giochi di ruolo: si può essere dei medici famosi,degli astronauti, oppure diventare ricchissimi o anche realizzarsi mettendo su in una famiglia numerosa.
Per raggiungere questi obbiettivi, dovremo lavorare per guadagnare il denaro che servirà per mantenerci: fondamentalmente si può lavorare come artista, vivendo dei ricavati delle nostre opere (cosa abbastanza dura all’inizio) oppure trovare un lavoro dipendente, dove dovremo lavorare in dei giorni e degli orari ben precisi.
Fortunatamente se c’impegniamo rispettando i parametri indicati dal nostro lavoro (un musicista dovrà pur saper suonare), potremo essere promossi e guadagnare sempre di più, il tutto secondo il più classico sogno americano: stranamente non saremo mai disoccupati, dato che basta selezionare il lavoro che c’interessa e verremo subito assunti. Un altro aspetto curioso è l’economia: infatti gli oggetti di uso comune (libri, alimentari) costano in proporzione di più rispetto a quelli di lusso. Inoltre si trovano sempre per dei prezzi ragionevoli delle case molto spaziose e ben ammobiliate, anche se i più esigenti potranno realizzare l’abitazione dei loro sogni costruendola istantaneamente.
Naturalmente occorrerà pagare delle bollette ma in realtà è molto difficile rimanere al verde, oltreché alcuni cibi sono gratis e non hanno effetti dannosi sull’organismo.
Certo se si mangia troppo senza fare attività fisica s’ingrassa, però in questo gioco una cosa del genere non provoca cancro, diabete o malattie cardiovascolari, perciò volendo potete fregarvene senza problemi.
Alla fine il vostro sim diventerà anziano (a meno che non muoia accidentalmente), e, se aveva un lavoro fisso, potrà decidere di andare in pensione: chiaramente più ha guadagnato, più la sua pensione giornaliera sarà alta. Ovviamente nessuno vi vieta d’integrare queste entrate con quelle derivanti dai vostri hobby che hanno un ritorno economico, sebbene non sia indispensabile farlo (ma è molto utile perché le bollette continuano ad arrivare).
Durante questa fase della vita il vostro sim potrà godersi in vari modi i suoi ultimi giorni, magari facendo anche da baby sitter ai nipotini, in maniera che i figli possano pensare alla carriera.
Un brutto giorno però il Tristo Mietitore verrà a prendere il Sim che ha raggiunto il nadir del suo ciclo vitale (quindi niente malattie neurodegenerative, osteoporosi, tumori o ictus) e se nel lotto familiare non c’è un altro Sim, la partita finirà.
Ma non tutto è perduto: il sim defunto può ritornare dalla tomba come fantasma per interagire con i vivi, a meno che non piazziate la tomba in qualche luogo sperduto della città, in quel caso è molto meno probabile che venga a rompervi le scatole.
Se lo desiderate c’è la possibilità di reintegrarlo come spettro nella vostra famiglia (e così facendo potrà anche riprodursi, magari unendosi con i vivi), ma prima o poi morirà definitivamente.
Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio? No di certo, perché non ho vi parlato di quello che EA ha realizzato con le varie espansioni, ma una cosa è certa: la serie The Sims non è un semplice giochino come Farmville o anche World of Warcraft, dato che con un po’ di pazienza si possono quasi creare intere città ed individui di qualsiasi tipo, facendoli interagire tra di loro e dandoci la sensazione di avere un potere simile a quello degli dei.
Volendo potete ricreare il vostro principale e regalargli una vita d’inferno, oppure interpretare Jack Torrence di Shining, o con l’espansione Late night il principe Lacroix di Bloodlines.
Per concludere vorrei lasciarvi con le annotazioni di Dick su “Piccola Città” (la citazione è tratta da “I giorni di Perky Pat e altre storie”, edito Solaria Fanucci nel 2002):
“In questo racconto le frustrazioni un piccolo uomo sconfitto – piccolo in termini di potere, in particolare il potere sugli altri – si trasformano gradualmente in qualcosa di sinistro: la forza della morte. Rileggendo questo racconto (che naturalmente è un racconto fantasy, non di fantascienza) sono rimasto impressionato dal sottile cambiamento che si verifica nel protagonista, da uomo zerbino a persona che domina gli altri. Verne Haskell appare all’inizio come il prototipo dell’essere umano impotente, ma nasconde nel suo intimo un impulso che è tutt’altro che debole. E’ come se dicessi che una persona di cui si è abusato potrebbe diventare molto pericolosa. Attenzione a non maltrattarla; potrebbe essere una maschera di thanatos, l’antagonista della vita; forse non vuole segretamente dominare, ma soltanto distruggere”.
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