Ero incerto se scrivere o meno questo post, ma dato che molti (me per primo) si sono rotti le scatole della soap opera che sta andando in onda nel nostro parlamento, ho deciso di raccontare il mio incontro con le opere di J.R.R. Tolkien, l'autore del Signore degli anelli.
Da piccolo avevo visto un cartone del Signore degli anelli, ma all'epoca non ne ho capito nulla se non che era dal punto di vista tecnico il non plus ultra della tecnologia. Poi quando ero adolescente e ho deciso di leggere la sua opera principale, dopo averla conosciuta tramite un gioco di ruolo cartaceo, il famigerato (per la complessità) Girsa.
Così mi sono fatto coraggio e in un luglio intenso ho aggredito e divorato il librone (di cui ricordo la bellissima mappa all'interno), terminandolo alcuni giorni prima rispetto a quanto avevo previsto:ad essere onesti ho seguito la trama solo a grandi linee,ma mi sono rimasti impressi lo stesso dei bei ricordi. Il pezzo più bello è stato quello nella foresta con Tom Bombadil e la sua amica, forse perchè rappresenta un'oasi di pace e tranquillità in un mondo che non lo è affatto.
Alla fine devo ammettere che stavo quasi per piangere dopo la partenza di Frodo e il mesto ritorno a casa di Sam, anzi mi è dispiaciuto finirlo come alcuni anni dopo doveva capitare con Hexen (che non c'entrava nulla con le opere di Tolkien,sia come trama che come impostazione).
Naturalmente non è stato amore a prima vista, dato che abituato ai capitoli brevi di Michael Moorcock, trovarsi capitoli di trenta-cento pagine è stato un trauma:inoltre Tolkien spesso fa dei riferimenti allo Hobbit, libro che intelligentemente ho letto dopo il Sda. Invece lo Hobbit all'epoca mi è piaciuto di più,sia perchè nella mia edizione dell'Adelphi aveva delle illustrazioni tratte dall'edizione degli anni 30 sia perchè era più leggibile, mentre per il Silmarillion non sono riuscito ad andare oltre le prime pagine dato che mi ha annoiato.Alla fine Tolkien mi ha lasciato dei bei ricordi di un mondo meraviglioso e un pò infantile, ma purtroppo anche se il mio cuore desidera che la realtà sia davvero così, la mia razionalità mi dice che è più realistico trovare una cura efficace e indolore contro ogni forma di tumore.L'ultima eredità di Tolkien è stata una sua biografia, che è riuscita ad attirare la mia attenzione sulla devastazione provocata dalla prima guerra mondiale e di come l'autore abbia desiderato ripararla con le sue opere (o secondo alcuni maligni semplicemente fuggire dalla realtà). Chissà se l'attuale crisi economica e politica abbia in sè i semi per dar vita a qualche meravigliosa opera d'arte, che faccia sembrare primitive quelle di oggi. Una cosa è certa, il mondo di Tolkien come me l'ero immaginato io continua a piacermi di più rispetto a quello mostratoci dai film di Jackson, forse perché lo sento come un qualcosa di più personale rispetto ad un film visto da milioni di persone.
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